
Il Vittoriano e Piazza Venezia: il cuore monumentale della storia d’Italia
Dall'Altare della Patria al Milite Ignoto: storia, simboli e trasformazioni di uno dei luoghi più rappresentativi di Roma
A cura di FDT Consulting Association
Nel centro di Roma, nel punto in cui convergono alcune delle strade più importanti della Capitale, sorge uno dei monumenti più imponenti e riconoscibili d'Italia: il Vittoriano, conosciuto anche come Altare della Patria.
Con la sua grande scalinata, le colonne monumentali, le statue allegoriche e la gigantesca figura equestre di Vittorio Emanuele II, il complesso domina Piazza Venezia, creando un collegamento ideale tra la Roma antica dei Fori Imperiali, la città rinascimentale e barocca e la Roma divenuta capitale del Regno d'Italia.
Il Vittoriano non è però soltanto un monumento.
È soprattutto un luogo nel quale si incontrano la storia del Risorgimento, l'Unità d'Italia, le due guerre mondiali, la memoria del Milite Ignoto e le grandi trasformazioni urbanistiche che hanno cambiato il volto di Roma tra Ottocento e Novecento.
Perché venne costruito il Vittoriano
La storia del Vittoriano è strettamente collegata alla nascita dello Stato italiano.
Il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d'Italia e Vittorio Emanuele II di Savoia ne divenne il primo re.
Roma, tuttavia, sarebbe entrata a far parte del nuovo Stato soltanto nel 1870, dopo la Breccia di Porta Pia.
L'anno successivo, nel 1871, Roma divenne ufficialmente capitale del Regno d'Italia.
Quando Vittorio Emanuele II morì nel 1878, nacque l'idea di costruire nella nuova capitale un grande monumento nazionale dedicato al sovrano che incarnava simbolicamente il processo di unificazione italiana.
Il progetto doveva però assumere un significato più ampio.
Non si voleva realizzare semplicemente un monumento funerario o celebrativo dedicato a un re. L'obiettivo era creare un vero e proprio simbolo della nuova Italia unita.
Il progetto di Giuseppe Sacconi
Dopo una complessa fase di concorsi, il progetto venne affidato all'architetto marchigiano Giuseppe Sacconi.
La prima pietra del monumento fu posta nel 1885.
Sacconi immaginò un enorme complesso monumentale ispirato all'architettura classica, caratterizzato da scalinate, terrazze, colonne, statue e grandi spazi cerimoniali.
Il materiale scelto contribuì in maniera decisiva all'aspetto del monumento.
Il Vittoriano venne infatti realizzato prevalentemente utilizzando il marmo Botticino, proveniente dall'area bresciana.
La sua tonalità particolarmente chiara rende il monumento immediatamente riconoscibile nel panorama romano.
Vittorio Emanuele II al centro del monumento
Al centro del complesso si trova la gigantesca statua equestre di Vittorio Emanuele II.
La figura del sovrano domina Piazza Venezia e rappresenta uno degli elementi più spettacolari dell'intera costruzione.
La statua fu realizzata dallo scultore Enrico Chiaradia e completata dopo la sua morte da Emilio Gallori.
Le dimensioni sono monumentali e rispondono perfettamente alla funzione simbolica dell'opera.
Vittorio Emanuele II non viene rappresentato soltanto come sovrano della dinastia sabauda, ma come figura centrale del processo politico che condusse alla formazione dello Stato unitario.
Le sedici statue delle Regioni
Uno degli aspetti più interessanti del Vittoriano è la presenza di numerose figure allegoriche.
Tra queste assumono particolare importanza le rappresentazioni delle Regioni italiane.
Il loro significato è immediatamente comprensibile: territori caratterizzati da storie, culture e tradizioni differenti vengono rappresentati all'interno di un unico grande monumento nazionale.
Il Vittoriano diventa quindi una rappresentazione architettonica dell'idea stessa di unità.
Il messaggio politico e culturale è quello di una nazione composta da molte identità territoriali ma riunita all'interno dello stesso Stato.
L'Altare della Patria
La parte centrale del Vittoriano ospita quello che propriamente viene definito Altare della Patria.
Qui si trova la statua della Dea Roma, inserita all'interno di un complesso programma simbolico che richiama la storia e l'identità nazionale.
Roma assume così una duplice funzione.
È contemporaneamente la città che conserva l'eredità dell'antico Impero romano e la capitale del nuovo Stato italiano.
La scelta del luogo e dei riferimenti classici del monumento permetteva quindi di collegare idealmente la nuova Italia alla millenaria storia di Roma.
Il Milite Ignoto
Il significato del Vittoriano cambiò profondamente dopo la Prima guerra mondiale.
Il conflitto del 1915-1918 provocò centinaia di migliaia di vittime italiane e lasciò una ferita profondissima nella società.
Molti soldati caduti non poterono essere identificati.
Nacque così l'idea di scegliere un soldato italiano senza nome che potesse simbolicamente rappresentare tutti i militari morti e dispersi durante la guerra.
Nel 1921 la salma del Milite Ignoto venne trasportata solennemente a Roma.
La scelta della salma avvenne ad Aquileia e fu affidata simbolicamente a Maria Bergamas, madre di un soldato caduto durante la guerra e il cui corpo non era stato identificato.
Il viaggio ferroviario verso Roma divenne uno dei più importanti momenti collettivi della storia italiana del Novecento.
Lungo il percorso migliaia di persone si riunirono nelle stazioni e lungo i binari per rendere omaggio al soldato sconosciuto.
Il 4 novembre 1921 il Milite Ignoto venne tumulato presso l'Altare della Patria.
Da quel momento il Vittoriano non fu più soltanto il monumento dedicato a Vittorio Emanuele II e all'Unità d'Italia.
Divenne anche il principale luogo nazionale dedicato alla memoria dei caduti.
La fiamma eterna
Davanti alla tomba del Milite Ignoto ardono permanentemente delle fiamme.
La presenza della fiamma eterna rappresenta simbolicamente una memoria che non deve spegnersi.
Il luogo è inoltre presidiato da un servizio d'onore.
Ancora oggi le più importanti cerimonie istituzionali della Repubblica Italiana comprendono momenti di commemorazione presso l'Altare della Patria.
Il Vittoriano rappresenta quindi un caso particolare di monumento nato durante la monarchia che ha mantenuto una funzione nazionale fondamentale anche nell'Italia repubblicana.
L'inaugurazione del 1911
Il Vittoriano venne inaugurato ufficialmente il 4 giugno 1911, in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia.
Alla cerimonia partecipò il re Vittorio Emanuele III.
Al momento dell'inaugurazione il monumento non era ancora completamente terminato.
I lavori e gli interventi sarebbero infatti proseguiti successivamente.
L'apertura del Vittoriano rappresentò comunque uno dei momenti culminanti delle celebrazioni del 1911, quando Roma ospitò numerose manifestazioni dedicate ai primi cinquant'anni dello Stato unitario.
Piazza Venezia prima del Vittoriano
Per comprendere realmente il monumento è necessario osservare anche la storia dello spazio che lo circonda.
La Piazza Venezia che conosciamo oggi è molto diversa da quella esistente prima della costruzione del Vittoriano.
L'area era caratterizzata da un tessuto urbano molto più fitto, composto da edifici, palazzi, strade e costruzioni sviluppatesi nel corso dei secoli.
La realizzazione del gigantesco monumento comportò quindi demolizioni e profonde trasformazioni urbanistiche.
La nuova capitale aveva bisogno, secondo la visione urbanistica dell'epoca, di grandi spazi monumentali capaci di rappresentare la dimensione nazionale dello Stato.
Il Vittoriano modificò radicalmente questa parte di Roma.
Palazzo Venezia
Piazza Venezia prende il proprio nome da Palazzo Venezia, uno degli edifici storici più importanti della zona.
Il palazzo risale al Quattrocento ed è uno dei grandi esempi dell'architettura rinascimentale romana.
Nel corso dei secoli ebbe differenti funzioni e fu collegato anche alla Repubblica di Venezia.
Nel Novecento Palazzo Venezia acquisì un ulteriore e controverso significato storico quando divenne sede governativa di Benito Mussolini durante il regime fascista.
Dal celebre balcone del palazzo Mussolini pronunciò numerosi discorsi pubblici davanti alla folla riunita nella piazza.
Piazza Venezia diventò così anche uno dei principali scenari della comunicazione politica del regime.
Questa fase rappresenta oggi un ulteriore livello della complessa stratificazione storica del luogo.
La trasformazione della zona durante il fascismo
Negli anni del regime fascista l'area circostante subì ulteriori trasformazioni.
La realizzazione della grande arteria oggi denominata Via dei Fori Imperiali, inaugurata nel 1932 con il nome di Via dell'Impero, creò un nuovo asse monumentale tra Piazza Venezia e il Colosseo.
Il risultato fu una scenografia urbana estremamente potente.
Da Piazza Venezia lo sguardo poteva raggiungere direttamente il Colosseo attraversando l'area archeologica dei Fori.
La trasformazione comportò però importanti demolizioni e modificò profondamente il rapporto tra la città moderna e i resti della Roma antica.
Il Vittoriano dopo la nascita della Repubblica
Con il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, l'Italia divenne una Repubblica.
Il Vittoriano, pur essendo nato come monumento dedicato al primo re d'Italia, mantenne la propria importanza nazionale.
Il centro simbolico del complesso si era ormai esteso oltre la figura di Vittorio Emanuele II.
La presenza del Milite Ignoto aveva trasformato il monumento in un luogo dedicato alla memoria collettiva del Paese.
Per questo ancora oggi l'Altare della Patria costituisce uno dei principali luoghi delle celebrazioni istituzionali italiane.
Le terrazze e la vista su Roma
Uno degli aspetti più spettacolari del Vittoriano è rappresentato dalle sue terrazze panoramiche.
Salendo verso la parte superiore del monumento è possibile osservare Roma da una prospettiva privilegiata.
Da qui lo sguardo abbraccia alcuni dei luoghi più importanti della città: il Campidoglio, il Foro Romano, i Fori Imperiali, il Colosseo, il centro storico e numerose cupole della Capitale.
La posizione del Vittoriano permette di comprendere visivamente la straordinaria sovrapposizione delle diverse epoche storiche di Roma.
Le quadrighe
Nella parte più alta del monumento si trovano due grandi quadrighe in bronzo, visibili da numerosi punti della città.
Le composizioni rappresentano simbolicamente l'Unità e la Libertà.
Le quadrighe contribuiscono alla forte verticalità del complesso e rappresentano il coronamento simbolico dell'intera architettura.
Dal basso, osservando il Vittoriano da Piazza Venezia, esse sembrano quasi dominare l'orizzonte della città.
Un monumento discusso
Fin dalla sua costruzione il Vittoriano ha generato opinioni contrastanti.
Le dimensioni gigantesche, il colore particolarmente chiaro del marmo e il contrasto con il tessuto storico circostante hanno alimentato per decenni discussioni sulla sua integrazione nel paesaggio romano.
Nel linguaggio popolare il monumento ha ricevuto anche diversi soprannomi.
Ma, indipendentemente dai giudizi estetici, il Vittoriano è ormai diventato parte inseparabile dell'immagine di Roma.
La sua storia permette inoltre di comprendere come ogni generazione abbia attribuito al monumento significati differenti.
Piazza Venezia: un punto d'incontro tra molte Rome
Pochissimi luoghi permettono di osservare contemporaneamente tante fasi della storia della città.
Da Piazza Venezia è possibile raggiungere in pochi minuti il Campidoglio, il Foro Romano, i Fori Imperiali, il Pantheon, Via del Corso e il Colosseo.
Nello stesso spazio convivono quindi la Roma antica, quella medievale, quella rinascimentale, la capitale del Regno d'Italia e la città contemporanea.
Il Vittoriano si trova esattamente al centro di questa stratificazione.
Le date fondamentali
1861 – Proclamazione del Regno d'Italia.
1870 – Roma entra a far parte del Regno d'Italia.
1871 – Roma diventa capitale.
1878 – Muore Vittorio Emanuele II.
1885 – Posa della prima pietra del Vittoriano.
1911 – Inaugurazione ufficiale del monumento.
1921 – Il Milite Ignoto viene tumulato all'Altare della Patria.
1932 – Viene inaugurata Via dell'Impero, oggi Via dei Fori Imperiali.
1946 – Nascita della Repubblica Italiana.
Un luogo della memoria nazionale
Il Vittoriano racconta quindi molto più della storia di un singolo sovrano.
Racconta il lungo processo dell'Unità d'Italia, la trasformazione di Roma in capitale, il sacrificio dei soldati della Prima guerra mondiale, le contraddizioni del Novecento e il passaggio dalla monarchia alla Repubblica.
È contemporaneamente monumento, museo, luogo della memoria e spazio cerimoniale.
Soprattutto, permette di comprendere quanto profondamente l'architettura possa contribuire alla costruzione dell'identità di un Paese.
Roma e l'Italia viste da Piazza Venezia
Chi oggi attraversa Piazza Venezia vede innanzitutto un grande nodo della città, caratterizzato dal traffico e dal continuo passaggio di romani e visitatori.
Ma dietro questa immagine contemporanea si nasconde uno dei luoghi più densi di storia dell'intera Capitale.
Il Vittoriano nasce per raccontare l'Italia appena unificata. L'Altare della Patria diventa successivamente il luogo della memoria dei caduti. Palazzo Venezia ricorda una delle pagine più complesse del Novecento italiano. I vicini Fori Imperiali riportano invece lo sguardo indietro di quasi duemila anni.
È questa sovrapposizione a rendere Piazza Venezia un luogo unico.
In pochi metri Roma racconta l'Impero, il Rinascimento, il Risorgimento, la monarchia, il fascismo e la Repubblica.
Il grande monumento bianco che domina la piazza rimane così uno dei punti privilegiati dai quali leggere non soltanto la storia di Roma, ma anche la storia dell'Italia moderna.
FDT Consulting Association
Storia, cultura, economia e società.
Roma – Italia
Il presente contributo ha finalità culturali e divulgative.