scrivici su Whatsapp +393200203274 24h

Associazioni non riconosciute e attività commerciali: ruolo, opportunità e limiti giuridici e fiscali

19.10.2026

Le associazioni non riconosciute possono svolgere attività commerciali, partecipare a società e generare ricavi? Scopri le opportunità, i limiti giuridici e gli obblighi fiscali.

A cura del Dott. Francesco Di Tommaso – Commercialista e Revisore Legale | F.D.T. Consulting

Il ruolo delle associazioni non riconosciute nell'economia italiana

Le associazioni non riconosciute rappresentano una componente importante del tessuto economico e sociale italiano. Operano in numerosi settori, tra cui cultura, turismo, formazione, sport, promozione sociale, cooperazione internazionale e organizzazione di eventi.

Contrariamente a quanto spesso si ritiene, un'associazione non riconosciuta non è necessariamente limitata allo svolgimento di attività gratuite o esclusivamente istituzionali.

La legislazione italiana consente infatti a queste organizzazioni di svolgere attività economiche, stipulare contratti commerciali e, in determinate condizioni, acquisire partecipazioni in società.

È tuttavia fondamentale rispettare le disposizioni del Codice civile, la normativa fiscale e le eventuali regole speciali applicabili all'associazione.

Che cos'è un'associazione non riconosciuta?

Le associazioni non riconosciute sono disciplinate dagli articoli 36, 37 e 38 del Codice civile.

Si tratta di organizzazioni costituite da più persone che condividono finalità comuni, senza aver ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica.

Nonostante questa caratteristica, possono:

  • Ottenere un codice fiscale e aprire una partita IVA.

  • Aprire conti correnti bancari.

  • Acquistare beni mobili e immobili.

  • Stipulare contratti e convenzioni.

  • Assumere dipendenti e collaboratori.

  • Organizzare eventi e iniziative a pagamento.

  • Svolgere attività commerciali.

  • Partecipare al capitale di società commerciali.

L'assenza di personalità giuridica comporta però una particolare disciplina della responsabilità: oltre al fondo comune, rispondono personalmente e solidalmente delle obbligazioni anche le persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione.

Un'associazione non riconosciuta può svolgere attività commerciale?

Sì. Non esiste un divieto generale che impedisca a un'associazione non riconosciuta di esercitare attività commerciali.

Un'associazione culturale, ad esempio, può organizzare corsi di formazione a pagamento, vendere pubblicazioni, realizzare eventi sponsorizzati oppure offrire servizi a imprese e privati.

L'aspetto fondamentale consiste nel distinguere le attività istituzionali da quelle commerciali.

Il semplice reinvestimento dei ricavi nell'associazione non rende automaticamente non commerciale un'operazione.

Quando l'attività economica viene esercitata abitualmente, possono sorgere obblighi di apertura della partita IVA, fatturazione, contabilità e dichiarazione dei redditi.

Inoltre, la prevalenza dell'attività commerciale può incidere sulla qualificazione fiscale dell'ente.

Le associazioni possono essere socie di una SRL?

Un'altra opportunità particolarmente interessante riguarda la partecipazione al capitale di società commerciali.

Un'associazione non riconosciuta può, in linea generale, diventare socia di una SRL e detenere anche il 100% delle quote societarie.

Questa possibilità consente di distinguere l'attività istituzionale dell'associazione dall'attività imprenditoriale svolta attraverso una società autonoma.

Si pensi, ad esempio, a un'associazione impegnata nella promozione culturale e turistica che decida di partecipare a una SRL specializzata nell'organizzazione di eventi, nella formazione o nella comunicazione.

La società potrà svolgere le proprie attività commerciali, assumere personale, stipulare contratti e fatturare servizi.

L'associazione, in qualità di socia, potrà eventualmente percepire dividendi, nel rispetto della normativa fiscale e dei vincoli relativi alla destinazione delle risorse.

La partecipazione societaria deve comunque risultare compatibile con lo statuto e con le finalità dell'associazione.

Quali sono i vantaggi di una partecipazione societaria?

Una struttura che prevede la presenza di un'associazione nel capitale di una società commerciale può offrire diversi vantaggi organizzativi.

In particolare, può consentire di:

  • Separare la gestione delle attività istituzionali da quelle imprenditoriali.

  • Sviluppare iniziative economiche attraverso una società dotata di autonomia patrimoniale.

  • Favorire investimenti e collaborazioni con soggetti privati.

  • Diversificare le fonti di finanziamento dell'associazione.

  • Destinare eventuali proventi alle finalità associative, nel rispetto dei vincoli applicabili.

È importante sottolineare che la costituzione di una SRL non elimina automaticamente ogni rischio in capo all'associazione o alle persone che agiscono per essa.

Come vengono tassate le attività commerciali?

La disciplina fiscale dipende dalla qualificazione dell'associazione come ente commerciale o non commerciale e dall'eventuale applicazione di regimi speciali.

Per le associazioni non commerciali ordinarie, il riferimento principale è costituito dagli articoli 143 e seguenti del TUIR.

Le attività commerciali possono comportare obblighi relativi a IRES, IVA e, quando applicabile, IRAP.

Occorre inoltre distinguere i redditi derivanti dall'esercizio diretto di un'attività commerciale da quelli derivanti dal possesso di partecipazioni societarie.

I dividendi distribuiti da una SRL a un'associazione non sono automaticamente esenti da imposizione. Il trattamento dipende dalla natura dell'ente e dalle disposizioni fiscali vigenti.

Associazioni non riconosciute ed enti del Terzo settore: quali differenze?

Un'associazione non riconosciuta non è automaticamente un ente del Terzo settore.

Per acquisire la qualifica di ETS è necessario rispettare le condizioni previste dal Codice del Terzo settore e, ordinariamente, iscriversi al RUNTS.

Gli enti del Terzo settore sono soggetti a regole specifiche per le attività diverse da quelle di interesse generale, la destinazione del patrimonio e il divieto di distribuzione degli utili.

Le associazioni ordinarie non iscritte al RUNTS seguono invece la disciplina civilistica e fiscale loro applicabile.

La distinzione è essenziale per valutare correttamente la possibilità di esercitare attività economiche o detenere partecipazioni societarie.

L'importanza di una corretta pianificazione fiscale e societaria

Prima di avviare un'attività commerciale attraverso un'associazione non riconosciuta, è opportuno effettuare un'analisi dello statuto, delle finalità istituzionali, delle modalità operative e dei possibili effetti fiscali.

Una corretta pianificazione permette di prevenire contestazioni tributarie, responsabilità patrimoniali e problemi nella gestione dei rapporti con imprese e altri soggetti economici.

In alcuni casi può risultare opportuno svolgere direttamente l'attività commerciale attraverso l'associazione. In altri, può essere preferibile costituire una società separata oppure partecipare a una società già esistente.

La scelta deve essere effettuata sulla base delle caratteristiche concrete del progetto.

Conclusioni: associazioni e imprese possono collaborare

Le associazioni non riconosciute possono rappresentare non soltanto strumenti di aggregazione culturale e sociale, ma anche soggetti capaci di contribuire allo sviluppo economico.

La possibilità di svolgere attività commerciali, collaborare con imprese e partecipare a società offre opportunità significative di crescita e autofinanziamento.

Per sfruttare correttamente queste opportunità è però indispensabile rispettare la normativa civilistica, fiscale e societaria.

F.D.T. Consulting offre assistenza professionale nella costituzione e gestione delle associazioni, nell'analisi dei regimi fiscali, nell'avvio di attività commerciali e nella pianificazione di partecipazioni societarie.

Hai un'associazione e vuoi avviare un'attività commerciale?

Contatta F.D.T. Consulting per una consulenza personalizzata sulla struttura giuridica e fiscale più adatta al tuo progetto.

Dott. Francesco Di Tommaso
Dottore Commercialista e Revisore Legale
F.D.T. Consulting – Roma
www.fdtconsulting.eu

Articolo informativo aggiornato a ottobre 2026. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono una valutazione professionale del singolo caso.

Share