
Intelligenza Artificiale e mondo del lavoro: la trasformazione è già iniziata
Come l'AI sta cambiando professioni, imprese e competenze e perché la vera sfida non sarà sostituire l'uomo, ma ridefinirne il ruolo
Giornale FDT Consulting
L'Intelligenza Artificiale non rappresenta più una tecnologia del futuro. È già entrata nel funzionamento quotidiano di aziende, studi professionali e organizzazioni, modificando il modo in cui vengono elaborate informazioni, prodotti documenti, analizzati dati e prese decisioni.
Il dibattito viene spesso sintetizzato in una domanda: l'Intelligenza Artificiale sostituirà i lavoratori?
La questione, tuttavia, è più complessa. L'impatto dell'AI non riguarda soltanto la possibile eliminazione di alcune mansioni, ma soprattutto la trasformazione del contenuto del lavoro. Molte attività continueranno ad esistere, ma saranno svolte in maniera profondamente diversa.
Dall'automazione delle attività all'AI generativa
La digitalizzazione aveva già consentito alle imprese di automatizzare numerose operazioni ripetitive. Con l'AI generativa il cambiamento compie un ulteriore salto.
I nuovi sistemi sono in grado di elaborare grandi quantità di informazioni, sintetizzare documenti, produrre testi, analizzare dati, assistere nella programmazione informatica, preparare bozze di contratti e report e supportare numerose attività amministrative.
Questo significa che l'automazione non interessa più esclusivamente le attività manuali o standardizzate.
Anche il lavoro intellettuale e professionale è direttamente coinvolto.
Commercialisti, avvocati, consulenti, analisti finanziari, programmatori, professionisti del marketing, risorse umane e manager stanno progressivamente incorporando strumenti di Intelligenza Artificiale nelle proprie attività.
L'AI sostituirà i lavoratori?
È probabilmente la domanda più importante.
In molti casi, almeno nel prossimo futuro, sarà più corretto parlare di automazione di singole attività piuttosto che di completa sostituzione di una professione.
Una professione è infatti composta da numerose funzioni differenti. Alcune possono essere facilmente automatizzate, mentre altre richiedono esperienza, responsabilità, capacità relazionali, conoscenza del contesto e giudizio professionale.
Un commercialista, per esempio, non svolge soltanto elaborazioni numeriche. Interpreta norme, valuta situazioni specifiche, dialoga con imprenditori, individua rischi e assume responsabilità professionali.
L'AI può velocizzare enormemente la raccolta e l'elaborazione delle informazioni, ma la decisione finale e la responsabilità restano elementi centrali dell'attività professionale.
Il fenomeno potrebbe quindi determinare una trasformazione significativa: non necessariamente AI contro lavoratore, ma lavoratore che utilizza l'AI rispetto a lavoratore che non la utilizza.
Una nuova produttività
Uno degli effetti più immediati dell'Intelligenza Artificiale riguarda la produttività.
Attività che precedentemente richiedevano diverse ore possono, in determinate circostanze, essere completate molto più rapidamente.
Pensiamo alla predisposizione di una prima bozza di relazione, alla sintesi di decine di pagine di documentazione, alla classificazione di informazioni, alla ricerca preliminare di anomalie in grandi quantità di dati o alla preparazione di una presentazione.
Il professionista può utilizzare il tempo risparmiato per attività a maggiore valore aggiunto: analisi, controllo, consulenza e rapporto con il cliente.
Per le imprese questo significa potenzialmente produrre di più utilizzando meglio le risorse disponibili.
Ma maggiore produttività non significa automaticamente riduzione del personale. Può significare anche possibilità di gestire più clienti, sviluppare nuovi servizi e aumentare la qualità del lavoro.
Le professioni più esposte
L'impatto dell'AI sarà differente a seconda della tipologia di attività.
Le mansioni maggiormente standardizzate e basate sulla gestione ripetitiva delle informazioni sono generalmente quelle più facilmente automatizzabili.
Attività come inserimento dati, classificazione documentale, produzione di comunicazioni standard, elaborazioni amministrative semplici e alcune forme di assistenza al cliente potrebbero subire una forte trasformazione.
Allo stesso tempo, crescerà il valore delle competenze difficilmente replicabili attraverso un algoritmo: capacità decisionale, responsabilità, negoziazione, creatività, leadership, empatia e conoscenza approfondita del contesto.
Anche le professioni altamente qualificate cambieranno.
Il valore del professionista sarà sempre meno collegato alla semplice disponibilità dell'informazione e sempre più alla capacità di interpretarla correttamente e trasformarla in una decisione utile.
Il commercialista nell'era dell'Intelligenza Artificiale
La professione del commercialista rappresenta un esempio particolarmente significativo.
Molte attività tradizionali possono essere progressivamente automatizzate: acquisizione delle fatture, riconciliazioni, classificazione contabile, predisposizione di documentazione standard, controlli preliminari e analisi dei dati.
Questo non determina necessariamente la scomparsa della professione.
Potrebbe invece accelerarne l'evoluzione.
Il commercialista potrà dedicare una quota crescente del proprio lavoro alla consulenza aziendale, pianificazione finanziaria e fiscale, controllo di gestione, analisi dei rischi e supporto strategico all'imprenditore.
L'AI diventa quindi uno strumento attraverso il quale il professionista può ampliare le proprie capacità, purché i risultati prodotti dalla tecnologia siano sottoposti a verifica.
In materia fiscale, contabile e societaria, infatti, un'informazione apparentemente plausibile può essere errata, incompleta o non aggiornata. Il controllo professionale rimane pertanto indispensabile.
Nasceranno anche nuovi lavori
Ogni grande trasformazione tecnologica elimina alcune attività ma contemporaneamente ne genera altre.
L'Intelligenza Artificiale sta già creando domanda per competenze legate alla gestione dei dati, implementazione dei sistemi AI, cybersecurity, controllo degli algoritmi, governance, compliance e formazione.
Parallelamente, numerosi ruoli tradizionali incorporeranno nuove competenze digitali.
Non sarà quindi sempre necessario diventare programmatori. Sarà però sempre più importante comprendere come utilizzare correttamente gli strumenti di AI all'interno della propria professione.
Il rischio di una nuova divisione del mercato del lavoro
Esiste però un rischio che imprese e istituzioni non dovrebbero sottovalutare.
L'adozione dell'Intelligenza Artificiale potrebbe creare una crescente distanza tra lavoratori e imprese capaci di utilizzare efficacemente queste tecnologie e coloro che rimarranno esclusi dalla trasformazione.
La formazione diventerà quindi uno degli elementi centrali dei prossimi anni.
Non sarà sufficiente insegnare come utilizzare un determinato software. Sarà necessario sviluppare capacità di analisi critica, comprensione dei dati e verifica delle informazioni prodotte dai sistemi automatici.
L'AI può fornire una risposta in pochi secondi. Comprendere se quella risposta è corretta rimane una competenza umana fondamentale.
Anche le imprese dovranno cambiare
L'introduzione dell'AI non può essere ridotta all'acquisto di un nuovo software.
Le aziende dovranno ripensare processi, responsabilità e organizzazione interna.
Prima di automatizzare un'attività sarà necessario comprendere quali dati vengono utilizzati, chi può accedervi, quali controlli devono essere effettuati e chi assume la responsabilità della decisione finale.
Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla protezione dei dati personali, alla riservatezza delle informazioni aziendali, alla sicurezza informatica e alla normativa europea sull'Intelligenza Artificiale.
L'adozione dell'AI dovrà quindi procedere insieme alla costruzione di una vera governance dell'Intelligenza Artificiale.
La trasformazione dei giovani professionisti
Uno degli aspetti più interessanti riguarda l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.
Tradizionalmente, molte professioni prevedevano una fase iniziale caratterizzata da attività relativamente semplici e ripetitive attraverso le quali il giovane acquisiva progressivamente esperienza.
Se una parte significativa di queste attività viene automatizzata, imprese e studi professionali dovranno ripensare anche i percorsi di formazione.
Il rischio è paradossale: eliminando le attività junior si potrebbe rendere più difficile la formazione dei professionisti senior di domani.
Sarà quindi necessario creare nuovi percorsi nei quali i giovani imparino fin dall'inizio a lavorare insieme agli strumenti di Intelligenza Artificiale, sviluppando contemporaneamente solide competenze tecniche.
AI come collaboratore digitale
La prospettiva più interessante potrebbe essere quella di considerare l'Intelligenza Artificiale come una nuova categoria di collaboratore digitale.
Un sistema AI può analizzare rapidamente migliaia di informazioni, predisporre una prima bozza, evidenziare anomalie e suggerire possibili approfondimenti.
Il professionista può quindi verificare il risultato, integrarlo con la propria esperienza e assumere la decisione finale.
La combinazione tra velocità della macchina e capacità di giudizio dell'uomo potrebbe rappresentare uno dei principali fattori di competitività dei prossimi anni.
Conclusioni
L'Intelligenza Artificiale non rappresenta semplicemente una nuova tecnologia. È una trasformazione del modo in cui viene organizzato il lavoro.
Alcune mansioni diminuiranno, altre cambieranno radicalmente e nuove professioni nasceranno.
Per imprese e professionisti la questione fondamentale non sarà soltanto capire che cosa può fare l'AI, ma decidere come integrarla responsabilmente nei processi aziendali e professionali.
Il capitale umano continuerà ad avere un ruolo centrale, ma cambieranno le competenze richieste.
Esperienza, capacità critica, responsabilità e relazione con il cliente diventeranno ancora più importanti quando una parte crescente dell'elaborazione delle informazioni sarà affidata alle macchine.
La sfida dei prossimi anni sarà quindi costruire un modello nel quale tecnologia e competenze umane non siano considerate alternative.
L'obiettivo dovrebbe essere un altro: utilizzare l'Intelligenza Artificiale per liberare tempo dalle attività ripetitive e restituirlo alle attività nelle quali il contributo umano genera maggiore valore.
FDT Consulting
Consulenza fiscale, societaria e aziendale – Innovazione e Intelligenza Artificiale applicata alle professioni