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Startup innovative 2026: nuove regole, incentivi e opportunità per chi investe in Italia

15.09.2026

di Francesco Di Tommaso – FDT Journal

Il 2026 rappresenta un anno particolarmente importante per il sistema italiano delle startup innovative. Le modifiche introdotte dalla Legge annuale per il mercato e la concorrenza n. 193/2024 hanno infatti ridisegnato diversi aspetti della disciplina, rendendo più selettivo l'accesso allo status di startup innovativa e, allo stesso tempo, rafforzando alcuni strumenti destinati a sostenere le imprese con effettive prospettive di crescita tecnologica.

L'obiettivo del nuovo quadro normativo appare chiaro: concentrare le agevolazioni sulle imprese realmente innovative e capaci di trasformarsi, nel tempo, in realtà strutturate e competitive.

Che cosa si intende oggi per startup innovativa

La startup innovativa non rappresenta semplicemente una società appena costituita.

Per ottenere questo status l'impresa deve rispettare i requisiti previsti dall'articolo 25 del D.L. n. 179/2012, come successivamente modificato.

Tra i principali requisiti, la società deve essere una micro, piccola o media impresa, essere costituita da non più di cinque anni, non distribuire utili e avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

Una novità significativa riguarda l'esclusione dell'attività prevalente di agenzia e consulenza: il legislatore vuole quindi distinguere maggiormente le imprese che sviluppano vera innovazione dalle società che si limitano prevalentemente a fornire servizi professionali o commerciali.

La società, inoltre, non deve derivare da operazioni di fusione, scissione o cessione di azienda o di ramo d'azienda.

Rimane necessario possedere almeno uno dei tradizionali indicatori di innovazione: investimenti qualificati in ricerca e sviluppo, presenza di personale altamente qualificato oppure titolarità o disponibilità di brevetti o software registrati.

Non basta più essere "startup": conta la crescita

Uno degli aspetti più interessanti della nuova disciplina riguarda la permanenza nella sezione speciale del Registro delle Imprese.

Il sistema tende oggi a premiare le società che, dopo la fase iniziale, dimostrano concretamente di continuare a investire e crescere.

Dopo il terzo anno, la permanenza nello status agevolato fino al quinto anno è collegata al raggiungimento di specifici parametri, tra i quali possono rientrare un incremento delle spese di ricerca e sviluppo, la stipula di contratti di sperimentazione con la Pubblica Amministrazione, una significativa crescita dei ricavi o dell'occupazione, determinate operazioni di patrimonializzazione oppure l'ottenimento di un brevetto.

È inoltre prevista la possibilità di prolungare ulteriormente la permanenza, per periodi di due anni e fino a quattro anni complessivi aggiuntivi, in presenza di condizioni legate alla fase di scale-up, come importanti aumenti di capitale effettuati da investitori qualificati o una forte crescita annuale dei ricavi.

Si passa, quindi, progressivamente da una logica basata sull'età dell'impresa a una logica nella quale assumono sempre maggiore importanza innovazione, capitale raccolto e capacità di crescita.

Detrazione fiscale fino al 65% per chi investe

Particolarmente interessante è il capitolo dedicato agli investitori.

Per le persone fisiche che investono nel capitale di rischio delle startup innovative è prevista, in presenza delle condizioni richieste, una detrazione IRPEF del 65% in regime "de minimis".

L'investimento agevolabile può arrivare fino a 100.000 euro per ciascun periodo d'imposta e deve essere mantenuto per almeno tre anni.

È però fondamentale prestare attenzione alla procedura: prima dell'effettuazione dell'investimento, il legale rappresentante della startup deve presentare l'apposita istanza attraverso la piattaforma informatica dedicata.

Accanto a questa misura continua inoltre a essere prevista l'agevolazione ordinaria del 30% per gli investimenti nel capitale delle startup innovative.

Per investitori, business angel e aspiranti soci, la pianificazione preventiva dell'operazione diventa quindi essenziale: effettuare un investimento senza verificare prima requisiti e adempimenti può significare perdere un beneficio fiscale rilevante.

Smart&Start Italia: cosa cambia nel 2026

Un'altra importante novità riguarda Smart&Start Italia, uno dei principali strumenti nazionali destinati alla nascita e alla crescita delle startup innovative.

Con decreto ministeriale del 13 luglio 2026 la disciplina è stata modificata anche per adeguarla alla nuova definizione di startup innovativa e semplificare alcuni aspetti delle procedure di valutazione dei progetti.

Lo strumento è rivolto alle startup innovative presenti sul territorio nazionale e, a determinate condizioni, anche alle persone fisiche che intendono costituirne una.

L'agevolazione può finanziare, senza interessi, fino all'80% delle spese ammissibili. La percentuale può arrivare al 90% in presenza di specifici requisiti, ad esempio per startup interamente costituite da donne e/o giovani fino a 35 anni oppure in determinate ipotesi che coinvolgono ricercatori qualificati.

Per le startup localizzate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia sono inoltre previste condizioni ulteriormente favorevoli sulla quota di finanziamento da restituire.

Le altre agevolazioni da non dimenticare

Il vantaggio dello status di startup innovativa non si esaurisce nella fiscalità.

Il sistema prevede infatti un insieme di strumenti che possono accompagnare l'impresa dalla costituzione alla raccolta di capitale e alla successiva crescita.

Tra le principali opportunità figurano l'accesso gratuito e semplificato al Fondo di Garanzia per le PMI, l'esonero da determinati diritti camerali e imposte di bollo, la possibilità di utilizzare strumenti di equity crowdfunding, specifiche deroghe alla disciplina societaria, sistemi di remunerazione attraverso strumenti partecipativi e misure finalizzate all'internazionalizzazione.

È prevista inoltre la possibilità, ricorrendone i requisiti, di passare dallo status di startup innovativa a quello di PMI innovativa, favorendo così la continuità del percorso dell'impresa anche dopo la fase iniziale.

Costituire una startup innovativa nel 2026: serve pianificazione

Le nuove regole rendono ancora più importante progettare correttamente l'impresa prima della costituzione.

Non è sufficiente creare una società e aggiungere la parola "innovazione" all'oggetto sociale. Occorre valutare concretamente il modello di business, il contenuto tecnologico del progetto, gli investimenti in ricerca e sviluppo, la proprietà intellettuale, la composizione del team e le prospettive di finanziamento.

Anche la struttura del capitale assume un'importanza crescente.

L'ingresso futuro di investitori, business angel, fondi o acceleratori dovrebbe essere considerato già nella fase iniziale, così come devono essere valutati preventivamente gli effetti fiscali degli aumenti di capitale e delle successive operazioni societarie.

La startup deve quindi nascere non soltanto con una buona idea, ma con una struttura societaria, fiscale e finanziaria coerente con il percorso di crescita programmato.

Una nuova fase per l'ecosistema italiano

La direzione intrapresa dal legislatore sembra essere quella di trasformare lo status di startup innovativa da semplice "etichetta agevolativa" a vero percorso di crescita dell'impresa.

Il messaggio per gli imprenditori è altrettanto chiaro: le agevolazioni rimangono importanti, ma diventano sempre più collegate alla capacità di dimostrare innovazione, investimenti, patrimonializzazione e crescita.

Per questo motivo il 2026 può rappresentare un momento particolarmente interessante sia per chi intende avviare una nuova impresa tecnologica in Italia, sia per gli investitori interessati a partecipare al capitale delle startup.

La differenza, tuttavia, sarà sempre più determinata dalla pianificazione.

Prima di costituire una startup innovativa o effettuare un investimento nel suo capitale è opportuno verificare preventivamente i requisiti societari e fiscali, l'accesso agli incentivi disponibili e la struttura più efficiente dell'operazione.

FDT Journal – Fiscalità | Imprese | Innovazione

Il presente articolo ha carattere esclusivamente informativo e non costituisce consulenza fiscale, societaria o finanziaria. Normativa, requisiti e condizioni di accesso alle agevolazioni devono essere verificati con riferimento al singolo caso e alla disciplina vigente al momento dell'operazione.

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